Tema di maturità

20 giugno

Svolgimento: se dante aveva il cellulare la Divina Commedia non era più lo specchio del suo esilio solitario ma diventava un blog infernale e la terza rima incatenata un sito per sado-maso pulp, e Dante veniva cinematografato da Tarantino il quale tradisce le sue origini italiche e magari era pure parente a Dante stesso medesimo. Questo componimento non l’ho copiato, il mio vicino di banco, signora maestra, stia attenta che quello ha un auricolare da due centesimi di euro con cui si fa dettare intere voci della wikipedia, è un wikipedofilo, signora maestra, chiamate la buoncostume. Comunque speriamo che mi promuovino, signorina maestra, che i miei non mi compreno la moto se non passo la matura, e senza la moto chi se le carica le sbarbine con la vita bassa che ti alzano il morale e la minchia con il culo di fuori?

Annunci

Nel mio comune ci sono solo io, e perciò indico le elezioni quando ho tempo, dopo il bucato e prima dei piatti, che ne ho sempre una pila spropositata e dovrò comprarmi una lavastoviglie. Siccome che sono presidente del seggio, segretario e unico votante, mi compilo le schede con una mano sugli occhi, perché il voto è segreto, e prima di entrare mi attacco i manifesti con la mia foto, dell’Affranchi Liberato, ma senza baffi, che poi me li disegno io sui miei manifesti così mi faccio anche da opposizione: sono da solo, devo fare tutto io.

Alla fine delle votazioni, prima di chiudere il seggio, che sarebbe un seggiolino da pescatore che mi porto da casa, faccio lo spoglio, nel senso che mi spoglio e mi faccio una doccia nello spogliatoio della scuola, perchè tutte quelle casse di schede coi miei voti ripetuti e nulli sono pesantissime, e sudo come una fontana. Ma poi esco tutto lavato e profumato e mi intervisto da solo, tipo exit-pool, e allora mi mento dicendo l’opposto di quello che ho votato, tanto per fregarmi da solo.

Poi finalmente vado a casa, dove per non sentirmi triste e solo accendo la tv e guardo i risultati delle altre elezioni nei paesi vicini. Tutto sommato sono meno demenziali le mie, di elezioni.

Nel mio comune, il comune di Chiappalapoltrona di Sotto, le amministrative si stanno svolgendo regolarmente, i rossi dicono che la destra ruba, la destra dice ai rossi che sono morti di fame, insomma tutto si svolge nel clima più cordiale e distensivo che si possa immaginare. D’altronde italiani brava gente, no? Soltanto ieri è capitato un fatto singolare, che merita di balzare all’onore delle cronache. Si è visto aggirare in paese un losco figuro, all’apparenza un eccentrico architetto, con tanto di papillon di ordinanza e pipa in bocca, dicendo che bisognava modificare l’architettura della nostra costituzione. Al che noi, paesani di Chiappalapoltrona di Sotto, anche per polemica con quelli di sopra, ci siamo smutandati per fargli vedere all’architetto la nostra sana e robusta costituzione, che le donne ci corrono dietro anche dai paesi vicini, perchè abbiamo tutti una ceppa ben formata, di 4-5 cm superiore alla media nazionale… congolese, non italiana! Per cui l’architetto, toccata con mano la nostra costituzione robusta e salda, si è allontanato verso Chiappalapoltrona di Sopra, dai nostri odiatissimi cugini, per tentare la sua manovra sovversiva. Per il resto tutto normale, le donne qui da noi non votano, stanno in casa, e mentre gli uomini vanno a espletare il loro diritto-dovere di buoni cittadini, gli anarchici non-votanti si intrufolano nelle case delle donne sole che volentieri li fanno entrare dal retro in tutti i sensi, mentre i mariti sono al seggio. Alla prossima, l’Affranchi-Liberato vi terrà aggiornati, a voi studio.